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  Impresa e azienda - differenze e definizioni

 

 

 
 
 

Approfondimento del 30.07.2007

 

La Costituzione Italiana, all’art.41 comma 1, recita: “La Costituzione della Repubblica italiana riconosce la libertà dell’iniziativa economica privata”.

Dunque, la Costituzione italiana riconosce il diritto di ogni cittadino ad intraprendere un’attività economica, in parole povere riconosce il diritto di diventare imprenditore.

 

La figura dell’imprenditore è disciplinata nel Codice civile all’art.2082. Imprenditore è colui che “esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi.

Il Codice civile definisce la figura dell’imprenditore e non quella dell’impresa, ponendo in primo piano la persona che esercita l’impresa e non l’organizzazione.

 

La libertà economica riconosciuta dalla Costituzione, si differenzia dalle altre libertà fondamentali anch’esse previste dalla Costituzione, in quanto tale libertà non può essere esercitata tenendo conto dei soli interessi dell’imprenditore, ma deve tenere conto anche degli interessi di quei soggetti su cui si possono riflettere le scelte aziendali. Si pensi, a questo proposito, soprattutto alle imprese di grandi dimensioni che possono, con la loro condotta, influenzare la vita di molti cittadini: lavoratori, finanziatori, fornitori, clienti, consumatori, ecc..

 

Per questa ragione, sempre nella Costituzione, si legge all’art.41 commi 2 e 3, che l’attività dell’imprenditore “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata ai fini sociali”.

 

 

Come si è già detto, il Codice civile non definisce la nozione di impresa bensì quella di imprenditore, ciò in quanto la figura dell’imprenditore è strettamente collegata a quella di impresa e non si può avere l’una senza l’altra.

 

L’art.2082 definisce l’imprenditore come “chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi”.

 

Ne consegue che tre sono gli elementi che fanno sì che un’attività economica possa dar luogo all’esistenza di un’impresa:

 

  • che l’attività economica sia organizzata;

  • che sia esercitata professionalmente;

  • che abbia la finalità di produrre o scambiare beni o servizi.

 

Un’attività economica è organizzata quando vi è una coordinazione tra gli elementi materiali e quelli umani che entrano a far parte dell’organizzazione.

 

Un’attività economica è esercitata professionalmente se essa è svolta in modo sistematico, abituale e con continuità. Non è necessario, invece, che essa sia svolta in modo esclusivo per cui, può essere imprenditore, anche chi esercita contemporaneamente anche un’altra attività come può essere un lavoro autonomo.

 

Finalità dell’attività economica deve essere la produzione o lo scambio di beni o servizi quindi l’attività dell’impresa deve essere svolta con il fine dello scambio. Per cui, non è attività d’impresa, ad esempio, l’attività svolta dal coltivatore diretto del fondo che produce esclusivamente per i propri bisogni e per quelli dei componenti della propria famiglia.

 

Il Codice civile definisce anche la nozione di azienda, all’art. 2555.  Con tale espressione si intende quel complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa.

 

Possiamo quindi affermare che il legislatore ha voluto distinguere in modo netto il concetto di azienda da quello di impresa, pur essendo i due strettamente collegati tra loro.

L’azienda, infatti, viene vista come un complesso di beni necessari per l’esercizio dell’impresa, mentre l’impresa è l’organizzazione di un’attività economica professionale. Possiamo quindi affermare che la nozione di azienda tende ad evidenziare soprattutto l’aspetto statico dell’attività produttiva, mentre la nozione di impresa evidenzia soprattutto l’aspetto dinamico caratterizzato dall’attività dell’imprenditore e dei suoi collaboratori e dall’organizzazione delle stessa.

 

 

La nozione dinamica dell’impresa è messa in luce anche da molte definizioni della stessa concepite da alcuni illustri padri della ragioneria.

L'impresa, però, è anche una realtà dinamica: un'insieme di attività, di affari, di operazioni compiute.

Così  Gino Zappa vede l'azienda come "una coordinazione economica in atto, istituita e retta per il soddisfacimento di bisogni umani".

Sempre Zappa definisce l'azienda anche come "un istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento di bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione, la produzione o il procacciamento e il consumo della ricchezza".

 

Mentre Aldo Amaduzzi definisce l'azienda come "un sistema di forze economiche che sviluppa, nell'ambiente di cui è parte complementare, un processo di produzione, o di consumo, o di produzione e di consumo insieme, a favore del soggetto economico, e altresì degli individui che vi cooperano". 

 
   

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