SPESE DI CANCELLERIA IN BILANCIO

LA CORRETTA CLASSIFICAZIONE DELLE SPESE DI CANCELLERIA IN BILANCIO, IL TRATTAMENTO FISCALE E LE SPESE DI CANCELLERIA NEGLI STUDI DI SETTORE

Aggiornato al 05.09.2016

Rientrano tra le spese di cancelleria le spese sostenute per l’acquisto di penne, matite, evidenziatori, blocchi notes, carta per stampante, cartucce per stampante, cucitrici, graffette, colla, toner per fotocopiatrici, ecc..

Al momento dell’acquisto di tali beni il fornitore rilascia fattura che verrà registrata come una regolare fattura di acquisto con IVA detrabile.


Esempio:
ipotizziamo che l’azienda riceva una fattura di acquisto di cancelleria per 800 euro + IVA 22%.


La fattura verrà così registrata:


Scrittura relativa all'acquisto di cancelleria

Il costo sostenuto deve essere indicato, nel Conto economico, alla voce B.6, tra i costi per l’acquisto di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci : infatti la cancelleria rappresenta un materiale di consumo per l’impresa.

Il conto economico si presenterà così:


CONTO ECONOMICO
B) COSTI DI PRODUZIONE
6) per materie prime, sussidiarie, di consumo, merci - 800 euro



Al termine dell’esercizio è opportuno procedere ad una valutazione e rilevazione del materiale di cancelleria acquistato e non utilizzato in modo da registrare le rimanenze di cancelleria.


Ipotizziamo che il materiale di cancelleria in rimanenza, al termine dell’esercizio, ammonti a 150 euro.

La scrittura da redigere sarà la seguente:


Scrittura relativa alle rimanenze di cancelleria

Nel caso di importi non significativi della cancelleria e di quantitativi modesti si può anche accettare di non rilevare le rimanenze di tali materiali e accollare l’intero costo all’esercizio.

Il costo sostenuto per l’acquisto della cancelleria è deducibile sia ai fini delle imposte sui redditi che ai fini IRAP.

Occorre fare attenzione, invece, alla compilazione dei studi di settore. Infatti negli studi di settore le istruzioni prevedono espressamente che le spese di cancelleria vadano indicate tra gli Oneri diversi di gestione.

Infine, va sottolineato che la CM 26/11/1981 n.40, che si occupa delle scritture ausiliarie di magazzino, precisa che non vi è obbligo di registrazione nelle scritture ausiliarie di magazzino dei materiali di consumo in quanto, il tener conto della movimentazioni di essi, sarebbe eccessivamente oneroso per le aziende e risulterebbe anche di scarsa utilità ai fini del controllo dei ricavi.

 
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